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<title><![CDATA[Comentarios al libro: MIRACOLO DELLA ROSA (LA CULTURA VOL. 1255) (ITALIAN EDITION)]]></title>
<link><![CDATA[https://biblioeteca.com/biblioeteca.web/titulo/miracolo-della-rosa-%28la-cultura-vol.-1255%29-%28italian-edition%29]]></link>
<description><![CDATA[Scritto in carcere nel 1943-44 sui fogli forniti ai detenuti per la confezione di sacchetti di carta e ambientato nel penitenziario di Fontevrault durante l’inverno 1940-41, Miracolo della rosa è un’opera di scandalo e malizia. In parte è un resoconto immaginario della vita di prigionia del protagonista «Jean Genet», in parte è una rievocazione realistica della permanenza dello scrittore nella colonia penale di Mettray, dove a sedici anni era stato incarcerato per furto.<br />A Fontevrault Genet ritrova altri reduci di Mettray: il giovane Bulkaen, oggetto di una passione febbrile; Divers, lo «sposo» della giovinezza; ma soprattutto Harcamone, il «?danzato mistico», bellissimo giovane condannato alla pena capitale per omicidio. Fontevrault, ex abbazia, poi carcere, diventa infine epicentro del desiderio e degli intrecci erotici fra i compagni di detenzione, in un susseguirsi di episodi che costituiscono una sorta di romanzo a puntate in cui i personaggi si ritrovano immersi in un clima di torride e incontenibili pulsioni virili. Su tutti domina proprio Harcamone, che dalla sua cella d’isolamento si manifesta come un’epifania libidinosa e trasmuta agli occhi di Genet le catene che gli serrano i polsi in miracolose ghirlande di rose bianche.<br />Miracolo della rosa – qui presentato con prefazione e traduzione rivista di Dario Gibelli – è un’autobiogra?fia visionaria che trasfigura la materia sordida da cui trae origine, fatta di verghe e violenza, e la sublima in poesia. È un’apologia di esistenze marginali sottratte all’ignominia e trasformate in emblemi eroici dalle mistiche alchimie del canto. È una celebrazione della potenza della scrittura, strumento di salvezza e di reinvenzione delle vittime sociali, e una meditazione sulle virtù evasive della fantasticheria – il lusso specifico di chi si trova in un carcere, fisico o simbolico che sia. È l’opera più eccessiva di Jean Genet.]]></description>
<lastBuildDate>Sat, 12 Sep 2026 20:54:27 +0000</lastBuildDate>
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